Selvaggio Blu
là dove la Sardegna si fa pura avventura
Ci sono luoghi in Italia che, più di altri, conservano l’anima selvatica e indomita della natura. La costa orientale della Sardegna, tra Pedra Longa e Cala Sisine, è uno di questi. Qui il tempo sembra sospeso tra mare e roccia, tra antichi ovili e falesie vertiginose, tra il profumo del lentisco e il canto del vento. È in questo scenario che nasce uno dei trekking più affascinanti e impegnativi d’Europa: il Selvaggio Blu.
Un’avventura nata dal sogno
Il Selvaggio Blu è un’idea visionaria che prende forma alla fine degli anni ’80 grazie all’alpinista Mario Verin e alla guida sarda Peppino Cicalò. L’obiettivo? Tracciare un itinerario lungo la costa del Supramonte di Baunei che fosse il più fedele possibile alla linea del mare, sfruttando antichi sentieri pastorali, cenge naturali, passaggi su roccia e punti d’arrampicata. Ne nacque un percorso di sei giorni, riservato a escursionisti esperti e autosufficienti, che alterna tratti di trekking, arrampicata e calate in corda. Noi di BolognaTrekking abbiamo viaggio immersivo nella natura più cruda e autentica della Sardegna.
Una natura che conquista
Il territorio del Selvaggio Blu è di una bellezza aspra, senza compromessi. Le pareti calcaree del Supramonte precipitano a picco nel blu del mare, e la vegetazione mediterranea si aggrappa alla roccia con sorprendente vitalità. Durante il cammino si attraversano boschi di lecci, radure nascoste, canyon e terrazze panoramiche da cui lo sguardo spazia sulle insenature turchesi e sulle falesie scolpite dal vento. Non mancano le testimonianze della presenza umana: antichi ovili in pietra, capanne dei pastori, scalette in ginepro costruite per collegare tratti impervi del territorio.
In primavera, il sentiero esplode di colori e profumi: cisti, ginestre, orchidee selvatiche. E con un po’ di fortuna, non è raro avvistare il volo del falco della regina, del gheppio o sentire il bramito dei mufloni che popolano queste zone.
Un patrimonio di storie e tradizioni
Il territorio attraversato dal Selvaggio Blu è anche un ricco archivio di storia e cultura. I sentieri che oggi percorriamo per diletto erano un tempo usati dai pastori per condurre il bestiame, o dai contrabbandieri per muoversi nell’intricato paesaggio del Supramonte. Ogni pietra racconta una storia, ogni ovile porta con sé tracce di una vita semplice, fatta di fatica, ma anche di profondo rispetto per la terra.
A Cala Goloritzé, simbolo del Selvaggio Blu, si trova una delle più celebri falesie di arrampicata della Sardegna. La sua guglia calcarea, alta oltre 140 metri, si erge come un faro bianco nel blu, dichiarata monumento naturale della regione. L’intera zona, dal 1995, è inclusa all’interno del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu.
Le differenze fra il Selvaggio Blu classico e l’itinerario proposto da BolognaTrekking
L’itinerario che proponiamo per inizio giugno è ispirato al Selvaggio Blu classico, ma non ne ripercorre fedelmente ogni passaggio. Abbiamo scelto di valorizzare gli aspetti escursionistici e naturalistici più accessibili, eliminando i tratti alpinistici per rendere il percorso fruibile anche a chi ha buona esperienza escursionistica, ma non necessariamente competenze tecniche di corda o arrampicata.
Questo non significa rinunciare alla vera essenza del Selvaggio Blu: l’itinerario tocca alcuni dei punti panoramici più iconici, come Punta Giradili e Cala Goloritzé, e offre esperienze autentiche nei luoghi dove la cultura pastorale e la natura selvaggia si incontrano. Si dorme in tenda, si condivide il cammino e il silenzio, si sperimenta quel senso di isolamento e connessione con la natura che è la vera firma di questa avventura.
Come per l’itinerario alpinistico un pernotto è previsto a Cala Sisine, ma a questa aggiungeremo una tappa per arrivare a Cala Luna, una delle più spettacolari del Golfo di Orosei. Anche qui dormiremo in tenda vicino al mare o per chi lo desideri potrà vivere l’esperienza del bivacco nelle Grotte della Cala. Avremo a disposizione la mattina successiva per le ultime nuotate nelle mille sfumature di blu di questo mare.
Un inizio in festa: Sa Coua Baunesa
A rendere ancora più speciale l’inizio del nostro viaggio sarà la partecipazione a Sa Coua Baunesa, la tradizionale festa di primavera che si tiene ogni anno a Baunei. Questa celebrazione affonda le sue radici nella cultura agro-pastorale del paese e coincide simbolicamente con l’avvio della stagione della transumanza e dei lavori nei campi. Un tempo, era il momento in cui le famiglie si riunivano per celebrare la fine dell’inverno e chiedere abbondanza per i raccolti e per le greggi.
Sa Coua Baunesa è oggi una festa corale, che coinvolge tutta la comunità in un’esplosione di colori, suoni e profumi: le vie del paese si animano di musica tradizionale sarda, balli in costume, degustazioni di piatti tipici e accoglienza calorosa da parte degli abitanti. È un’occasione unica per immergersi nell’identità profonda del territorio e sentirsi, anche solo per una sera, parte di qualcosa di autentico.
Trascorrere la prima serata del nostro viaggio vivendo Sa Coua Baunesa significa cominciare il cammino non solo con lo zaino in spalla, ma con il cuore già colmo di Sardegna.
Un’esperienza che resta dentro
Il Selvaggio Blu non è solo un trekking: è un viaggio fuori e dentro di sé. Ogni giorno è una scoperta, ogni passo un piccolo atto di fiducia verso la natura e verso il gruppo. Che si percorra nella sua versione integrale o adattata, resta un’esperienza che lascia il segno. Perché ci ricorda cosa significa davvero camminare nella natura: non dominare, ma ascoltare; non attraversare, ma appartenere.
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Autore: Fabio

