L’arte gentile di camminare di Stephen Graham: un libro (quasi) centenario ancora attuale
La mia personale recensione di “L’arte gentile di camminare” di Stephen Graham
Camminare è una cosa che facciamo tutti i giorni, eppure pochi di noi lo considerano un’arte. E se qualcuno ci parlasse di tramping, il vagabondaggio a piedi come stile di vita, penseremmo a qualcosa di lontano, forse superato. Eppure, quasi cento anni fa, Stephen Graham scriveva L’arte gentile di camminare (The Gentle Art of Tramping, 1927), un libro che, tra riflessioni filosofiche e consigli pratici, racconta il cammino come un’esperienza di libertà, lentezza e scoperta.
A prima vista potrebbe sembrare un testo datato, con riferimenti a materiali e attrezzature oggi superati (niente Gore-Tex, niente Vibram, niente zaini ergonomici!), ma leggendo tra le righe emergono temi sorprendentemente attuali: il bisogno di staccare dalla frenesia quotidiana, la ricerca di autenticità nei viaggi, l’importanza delle scarpe giuste e il minimalismo nel bagaglio. Insomma, un libro d’altri tempi che parla anche al presente.
Viaggiare leggeri, vivere lentamente
Graham non è un semplice escursionista: per lui camminare è un’arte, un atto di ribellione contro una società sempre più veloce e caotica. Il suo invito è chiaro: camminare lentamente, senza fretta, senza meta troppo precisa. Perché? Perché solo così si può davvero vivere il paesaggio, sentire il terreno sotto i piedi e incontrare le persone lungo la strada.
Il suo consiglio fondamentale è viaggiare leggeri. Portare con sé solo lo stretto necessario non è solo una questione pratica, ma anche filosofica: meno cose significano più libertà. Eppure, se oggi possiamo contare su materiali ultraleggeri e resistenti, all’epoca le cose erano un po’ diverse: niente zaini ergonomici, niente abbigliamento tecnico, e per proteggersi dalla pioggia si ricorreva a soluzioni che oggi farebbero sorridere.
Le scarpe: un tema eterno
Se c’è una cosa che non cambia nel tempo è l’importanza delle scarpe. Graham insiste moltissimo su questo punto: le scarpe devono essere comode e adatte al cammino, altrimenti il viaggio diventa un incubo. Certo, lui non poteva immaginare le suole in Vibram o le membrane impermeabili traspiranti, ma il concetto resta valido: scegliere la scarpa giusta è fondamentale, oggi come nel 1927.
Distanze che oggi fanno impressione
Un altro aspetto curioso del libro è che dà per scontato che un camminatore possa percorrere distanze enormi ogni giorno. Oggi siamo abituati a vedere il cammino come un’attività sportiva o ricreativa, spesso limitata a pochi chilometri, mentre per Graham (e per molte persone dell’epoca) era normale camminare per decine di chilometri senza troppi problemi. Questo ci fa riflettere su quanto il nostro stile di vita sia cambiato e su quanto ci siamo allontanati da una quotidianità basata sul movimento.
Camminare per conoscere davvero un luogo e anche noi stessi
Uno dei concetti più moderni del libro è l’idea che per conoscere davvero un popolo bisogna camminare e vivere con loro. Graham critica il turismo “da vetrina”, quello fatto di attrazioni turistiche e spostamenti comodi, e invita invece a immergersi nei luoghi, a parlare con le persone, a viaggiare a piedi per comprendere davvero la cultura di un territorio. Un messaggio che oggi risuona forte, soprattutto con il crescente interesse per il turismo lento e i cammini storici. Non da ultimo, camminare aiuta a comprendere noi stessi.
Un libro da (ri)scoprire
Nonostante l’età, L’arte gentile di camminare è una lettura che ha ancora molto da dire. Certo, alcuni consigli pratici fanno sorridere, e alcune abitudini dell’epoca non sono più attuabili, ma il cuore del libro – l’amore per il cammino come esperienza di vita – è più attuale che mai.
Se ti piace camminare, se sogni un viaggio a piedi o semplicemente vuoi vedere il camminare sotto una nuova luce, questo libro potrebbe sorprenderti. Magari ti farà venir voglia di alleggerire lo zaino, di rallentare il passo e, perché no, di partire per un cammino più lungo del solito.
Dopotutto, come diceva Graham, “Il mondo è più grande quando lo attraversi a piedi”.
@francesco

