Camminare senza lasciare tracce:
etica del trekking contro l’overtourism

BolognaTrekking e l'etica del Trekking

Negli ultimi anni sempre più persone hanno riscoperto il piacere di camminare in montagna. È una buona notizia: significa che cresce la voglia di natura, di movimento, di silenzio e di spazi aperti. Eppure questo fenomeno porta con sé anche alcune ombre, soprattutto quando le folle si concentrano in pochi luoghi iconici.

Basta guardare cosa succede sulle Dolomiti: sentieri intasati come fossero strade cittadine, lunghe code sulle cime più famose, parcheggi selvaggi che soffocano i paesi di valle. L’overtourism è diventato una realtà che mette sotto pressione ambienti già delicati, trasformando la montagna in un palcoscenico affollato e, spesso, degradato.

Ma il problema non riguarda solo le grandi mete turistiche. Anche sull’Appennino, negli ultimi tempi, mi è capitato di camminare lungo sentieri sporchi di cartacce, bottigliette, fazzoletti abbandonati qua e là. Piccoli gesti di maleducazione che rovinano la bellezza di un luogo e che ci ricordano una verità semplice: la nettezza urbana non passa in montagna. Ogni rifiuto che lasciamo resta lì, per mesi o addirittura per anni.

La montagna ci ospita, non ci appartiene

Camminare in natura significa entrare in punta di piedi in un ambiente che non è nostro. Eppure basterebbe poco per evitare tanti danni. C’è un principio internazionale che riassume bene questa filosofia: Leave No Trace, cioè “non lasciare tracce”.

Sono sette regole semplici, che possiamo adattare facilmente alle nostre escursioni:

  1. Pianifica e preparati con attenzione. Porta ciò che ti serve e riduci al minimo gli imballaggi.
  2. Rimani sui sentieri segnati. Eviterai di calpestare piante delicate e piccoli habitat.
  3. Gestisci i tuoi rifiuti. Porta a valle tutto, anche ciò che ti sembra “naturale” come bucce di frutta o tovagliolini: in montagna non spariscono da soli.
  4. Rispetta flora e fauna. Non raccogliere fiori, non disturbare animali, osserva senza interferire.
  5. Riduci i rumori inutili. La montagna non ha bisogno di colpi di clacson o musica a tutto volume: il silenzio è un bene prezioso.
  6. Lascia ciò che trovi. Un sasso, un ramo, una conchiglia fossile: sono parte dell’ambiente, non souvenir.
  7. Considera gli altri escursionisti. Camminiamo insieme in armonia: un saluto e un sorriso fanno sempre bene.

Il ruolo del camminatore consapevole

Ognuno di noi può fare la differenza. Può sembrare banale, ma dare l’esempio è contagioso: se raccogli una cartaccia lungo il sentiero, spesso qualcuno ti vedrà e si sentirà spinto a fare lo stesso. È un piccolo gesto che costruisce una cultura diversa, passo dopo passo.

Noi di Bologna Trekking crediamo che il trekking non sia solo sport o turismo, ma soprattutto un atto di cura verso la montagna. Camminare significa anche assumersi la responsabilità di rispettare i luoghi che attraversiamo, lasciandoli come li abbiamo trovati – o magari un po’ più puliti.

Oltre i sentieri più affollati

Un altro modo concreto per contrastare l’overtourism è cercare alternative: la montagna non è fatta solo di cime famose e cartoline. L’Appennino è pieno di luoghi meno conosciuti ma altrettanto spettacolari: boschi silenziosi, borghi dimenticati, crinali con panorami mozzafiato.

E qui entriamo in gioco noi: se hai voglia di scoprire nuovi sentieri, panorami autentici e angoli nascosti, ci siamo noi di Bologna Trekking che possiamo guidarti. Ogni escursione è un’occasione per vivere la montagna in modo diverso, senza affollamenti e con il piacere della condivisione.

Conclusione: camminare insieme, con rispetto

La montagna ci offre molto, ma chiede in cambio rispetto. Non è un parco giochi a nostra disposizione, è un bene comune fragile che merita attenzione. La prossima volta che parti per un’escursione, porta con te non solo scarponi e zaino, ma anche un pizzico di responsabilità.

👉 E se vuoi camminare con persone che condividono questi valori, cammina con noi di Bologna Trekking: insieme possiamo vivere la natura con leggerezza e consapevolezza, senza lasciare tracce se non i nostri sorrisi.